Manovra, il piano di Giorgetti per evitare la stangata dell’Ue

Il sottosegretario indica la strada per scongiurare la procedura d’infrazione: “Modifiche su reddito e pensioni”

Nelle ultime settimane di fatto il duello tra Roma e Bruxelles si gioca su una rivisitazione della legge di Bilancio che il governo si appresta a varare con una riduzione del deficit. La base di partenza era quella del 2,4 per cento del rapporto deficit/Pil, quota che col passare delle settimane si è smepre più abbassata passando prima al 2,2 e adesso, nelle ultime ore al 2 per cento. Mentre i negoziati vanno avanti per scongiurare una procedura di infrazione, l’esecutivo si appresta a ritoccare la manovra. Salvini è stato chiaro: “Non ci attacchiamo ai decimali”. E su questo punto è stato altrettanto chiaro Giorgetti: “Sul confronto con l’Europa, partiamo da un principio: se io ritengo che il 3% è stupido allora non posso arroccarmi sul 2,4%. In ogni caso quali che saranno i numeri che verranno fuori, non potranno contraddire il rapporto fiduciario con gli elettori. Un rapporto basato su reddito di cittadinanza e quota 100”.

Ed è proprio su Quota 100 e reddito minimo che arrivano alcune indicazioni da parte di Giorgetti su quali potranno essere le modifiche ai due provvedimenti. L’intervento molto probabilmente sarà sui costi: “In politica il compromesso si trova sempre, noi abbiamo chiesto le elaborazioni di tipo quantitativo sull’applicazione di quota 100 e reddito di cittadinanza a partire da marzo. In base a queste rielaborazioni pensiamo che l’impatto possa ridursi, anche in maniera significativa. Non so se arriveremo a togliere 2 miliardi a ciascun provvedimento, ma magari arriviamo a cifre vicine a queste. Appena troveremo la sintesi, presenteremo un emendamento alla Legge di bilancio al Senato e in quella fase, entro il 19 dicembre la nostra risposta dovrà essere definita. Quindi entro la settimana prossima”, ha affermato ai microfoni di Radio 24. Infine Giorgetti ha anche rassicurato l’Europa cercando di allontanare l’ipotesi di una procedura di infrazione: “Di Maio e Salvini hanno dato mandato al presidente Giuseppe Conte perchè negozi con Bruxelles, a condizione di non tradire le promesse con cui ci siamo candidati. Tutti dovranno assumersi una dose di responsabilità per il bene del Paese. La procedura di infrazione non è un bene per il Paese; sia l’Italia che l’Europa devono fare di tutto per evitarlo”.